Ideal: vent’anni di battaglie contro la banalità

20anni_Ideal_CommSi è chiuso il ventesimo anno di attività per Ideal, un altro anno intenso e ricco di successi e tutta la squadra è già al lavoro per un 2017 che si è affacciato con una serie di nuove sfide.

Il 2016 è stato un anno denso di progetti e di nuove acquisizioni, che chiude con una crescita del 25% sul 2015. Clienti come Siemens, Coca-Cola, Kimberly Clark, Heinz, Diesel e Luxottica si sono aggiunti al già prestigioso portfolio dell’Agenzia.

Come ci racconta Stefano Capraro, Founder e CEO dell’Agenzia, “È stato un anno intenso, arricchito da diversi premi, riconoscimento alla qualità della creatività espressa. Eppure la crescita non va misurata usando solo strumenti quantitativi. La struttura dell’agenzia si è adattata, evolvendo e crescendo nei processi e nella capacità di rispondere al meglio alle esigenze del mercato.”

L’inizio del 2017 parte proprio da questo presupposto, con Ideal che decide di prendersi un momento di riflessione sia per celebrare i vent’anni appena trascorsi, sia per capire quali siano i passi necessari per continuare la sua evoluzione. Le domande sono molte e comuni a molti attori del settore e bisogna fare in modo che l’urgenza delle scadenze non prenda il sopravvento sul pensiero strategico che è il vero motore della crescita nel mondo della comunicazione.

“Oggi la nostra sfida non può più essere vista soltanto come la fornitura di un servizio a supporto dell’immagine aziendale. Dobbiamo puntare ad essere partner a tutto tondo dei brand, offrendo allo stesso tempo consulenze strategiche e visionarie, oltre a idee di attivazioni che forniscono direzioni e possibilità nuove, supportando la capacità di pensiero e di intercettazione dei trend con una capacità altrettanto forte di produzione” – sono le parole di Mattia Garofalo, Corporate Storyteller.

“Il mondo della comunicazione si è trasformato, non è più top-down, con il brand che comunica con il cliente, ma è diventato un meccanismo interdipendente, immersivo ed interattivo, in cui la capacità di dialogare e rendere il proprio pubblico attore dei messaggi è diventata sempre più la vera sfida. Le comunicazioni devono accompagnare questa strategia, supportandola a 360 gradi e re-immaginandosi come generatori di idee e movimenti nuovi” – continua Garofalo, che dall’inizio del 2016 è entrato a far parte della squadra Ideal arricchendo la capacità narrativa della comunicazione firmata dall’Agenzia torinese.

Per questa ragione Ideal, mentre insegue obiettivi e strategie sempre più ambiziosi, si è strutturata per poter rispondere in modo puntuale alla necessità di visione multiculturale dei brand. In quest’ottica sono state avviate due nuove sedi per rispondere alle due facce dell’internazionalizzazione, una a Milano, hub in Italia per le multinazionali ed una a New York per competere sul mercato nordamericano.
La Sala Giochi, novità introdotta nel 2016, una casa di produzione interna, è uno degli esempi principali di come si intenda portare avanti il cambiamento: tramite la creazione di sinergie importanti con partner, indipendenti o gruppi, per poter trattare la comunicazione in maniera integrata invece di viverla con le etichette tradizionali di Atl o Btl, Digital ed Eventi.

Nonostante in questo settore le parole comuni nei brief si sprechino (unexpected, disruptive, effetto wow, big idea), è sempre più evidente che la ricerca dei brand è legata al diventare rilevanti in un mondo sempre più complesso, sempre più plurale in cui si rischia la dispersione totale dei messaggi e degli investimenti.

Ideal, in poche parole, intende diventare un baluardo. Un baluardo contro la banalità e un simbolo per la rilevanza.

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