Novembre 2017

TEMPO DI REGALI

Il 12 dicembre ci sarà l’assemblea di fine anno.
Un appuntamento che può essere vissuto come momento formale in cui votare un bilancio, oppure un’occasione di confronto, di dialogo, di decisioni strategiche importanti.
Di domande, di risposte, di partecipazione.

Qualche anno fa (diversi anni fa) mi ricordo che erano stati convocati, dall’allora AssoComunicazione, gli “stati generali della comunicazione”. Ero uno dei centocinquanta associati, con una piccola agenzia (molto più piccola di oggi), e avevo mille idee e buone intenzioni (esattamente come oggi) e mi ero subito registrato per partecipare, aspettandomi un contesto in cui avrei potuto dire la mia, portare le proposte che mi ero preparato, offrire il mio punto di vista e ascoltare quello dei miei colleghi. Invece ho assistito a una presentazione, poche slide, grandi dichiarazioni, enorme delusione. Nessuno mi ha chiesto niente. Ma non solo a me: nessuno ha parlato, tra quelli seduti in platea.

Ecco: senza proclami e titoli roboanti penso che sarebbe bello che ci trovassimo non perché lo statuto ce lo chiede, ma perché a fine anno (e alla fine del mio primo anno di presidenza) potrebbe essere interessante fare un punto insieme.

Abbiamo fatto tantissime cose, grazie a una forte partecipazione di tanti associati, e vorrei raccontarvele, e sentire cosa ne pensate.

Ma soprattutto ci sono grandi progetti sul tavolo: premi internazionali da importare in Italia, la nuova edizione di IF! da ridefinire completamente per dare molto più spazio e voce ad ASSOCOM e alle sue agenzie, un’idea nuovissima di formazione – che sia davvero al servizio degli associati e del mercato, e che diventi una fonte di business per l’associazione. C’è da ripensare il nostro “Comunicare Domani”, che a me piacerebbe diventasse un appuntamento atteso e partecipato come lo era una volta, magari più simile a LINKONTRO di Nielsen che a un noioso convegno.
Ci sono anche da conoscere molti nuovi associati che si sono uniti a noi durante l’anno, grandi agenzie internazionali e locali, piccole ed eccellenti realtà che testimoniano che il progetto di rappresentare il nuovo mondo della comunicazione, mai così eterogeneo, è possibile.

C’è un rinnovato e fertile dialogo con i Clienti, su tanti fronti, e si consolida la collaborazione con UPA ogni giorno di più, sulla base di condivisione di progetti, come sarebbe bello che fosse sempre tra cliente e agenzia: dobbiamo capire insieme come valorizzare questa buona notizia, trasformarla in opportunità per tutti noi associati.

E poi c’è un progetto grande di ristrutturazione di ASSOCOM, che prevede un allargamento orizzontale, con apertura ad altre associazioni, e una focalizzazione verticale, con la nascita di nuovi hub, o centri d’eccellenza verticale.

L’elenco è ancora lungo, mi devo fermare qui.
Io e il consiglio stiamo lavorando a un’agenda per il 12 che metta in fila tutto, per poter condividere tutto e poi decidere insieme un po’ di priorità.

L’associazione è in ripresa, è tornata in utile, e solo ora che i conti sono sani ho voglia di attingere alle nostre riserve auree: non per tappare falle (che non ci sono più), ma per investire in azioni e progetti che rilancino il prestigio e la rilevanza di ASSOCOM, per trasformarli in valore per gli associati.

L’anno scorso speravo che fosse possibile. Ora so che è possibile. Ma c’è tantissimo da fare, e se ci vediamo in assemblea vi convincerò a darci una mano, in tanti modi.

È quasi Natale, vi chiedo un regalo: confermateci la vostra presenza, è venite accompagnati dalle persone meno timide delle vostre agenzie. Noi aspettiamo qualche giorno a scegliere la sede dell’assemblea, così siamo in tempo ad affittare un palazzetto, se servirà.

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