True Company content partner di IF! 2018 con il talking lunch “Mi è il dato di traverso”

Scienza e immaginazione, big data e creatività: commensali che difficilmente si immaginano seduti allo stesso tavolo ma che quando decidono di farlo danno vita a un memorabile banchetto a base di comunicazione innovativa.

In occasione dell’edizione 2018 di IF!: Festival della creatività, promosso da ADCI e ASSOCOM, TRUE COMPANY darà vita a un talking lunch in cui la cucina molecolare e la creatività pubblicitaria si confrontano e contaminano, per scoprire se tecnica e scienza dei dati possono convivere con la capacità di raccontare storie che suscitano emozioni.

Sempre più l’applicazione di tecniche scientifiche per stupire il palato e regalare emozioni memorabili è simile a ciò che quotidianamente avviene nel mondo della creatività pubblicitaria: dati, studi, ricerche e numeri che, se efficacemente governati, sono incredibili strumenti per creare emozioni da vivere in un boccone o in pochi secondi da condividere con un click.

Simone Cristiani, Executive Creative Director TRUE COMPANY e Daniel Facen, chef molecolare stellato che, grazie al suo know how, ha reso la cucina di A’Anteprima un laboratorio di ricerca scientifica applicata al gusto, condivideranno un talking lunch sull’importanza del dato come elemento di partenza, in cucina o in un’agenzia creativa.

Uno scambio di conoscenze che promette di essere gustoso e metterà sul piatto la human intelligence, per trovare una ricetta che non faccia andar di traverso il dato a nessuno.

“Forse il salto nel vuoto più grande che deve fare un creativo oggi è quello che spicca dall’illusione di conoscere ogni dettaglio del target e dei mezzi e atterra su una storia capace di risuonare davvero con le persone” – dichiara Simone Cristiani.

“Nella mia cucina molecolare metto in campo tecniche proprie della medicina e della chimica per esaltare la materia prima e raccontare una storia” – dichiara Daniel Facen“Il dato e la conoscenza delle tecniche mi permette di cogliere aspetti sorprendenti delle materie prime che uso e trattarle per impiattare il racconto di una storia, un’emozione potente che dalla mia mente entra nel piatto e arriva alla mente di chi vive le mie creazioni”.

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