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17 Giugno, 2025

La fiducia nella capacità dell'IA di combattere la disinformazione è moderata (25%) mentre Farmaceutico, Alimentare ed Energia sono i settori più a rischio

L'ultima ricerca sulla Disinformazione di ICCO (International Communications Consultancy Organisation), condotta nell'ambito della Media Information and Education Pledge, ha messo in luce una crescente richiesta da parte dei professionisti della comunicazione di un'azione unificata contro l’inquinamento informativo. Lo studio, che ha coinvolto intervistati da oltre 20 Paesi [1], evidenzia preoccupazione e un chiaro invito alla collaborazione interdisciplinare e all'uso responsabile della tecnologia.

La ricerca, che arriva proprio nel momento in cui la disinformazione viene identificata come il rischio più significativo per l’umanità a breve termine dal World Economic Forum's Global Risks Report 2025, è stata sviluppata nell'ambito del Media Information and Education Pledge e ha visto coinvolti: International Communications Consultancy Organisation (ICCO), il Consiglio d'Europa, The Trust Project, European Association of Communication Directors (EACD), Global Women in PR, EUPRERA e AMEC - Associazione internazionale per la misurazione e la valutazione della comunicazione.

I principali elementi emersi dalla ricerca

  • Il ruolo chiave delle associazioni professionali: gli intervistati hanno classificato la formazione di alleanze con istituzioni, enti di fact-checking e piattaforme tecnologiche come l’attività più efficace (valutazione media: 4,43/5), seguita dalla formazione e dalla certificazione di professionisti nella verifica dei contenuti (valutazione media: 4,22/5).
  • In materia di fact-checking, il settore della comunicazione contro le modifiche di policy dei social media: la maggioranza (81%) si oppone alle recenti decisioni di alcune piattaforme social di porre fine alle partnership con i fact-checker indipendenti, esprimendo preoccupazione per l'indebolimento dell'integrità delle informazioni.
  • Il ruolo in evoluzione dell'IA: la fiducia nella capacità dell'IA di combattere la disinformazione è moderata. Nel 2025, il 25% degli intervistati ritiene che l'IA svolga un ruolo significativo, rispetto al 42% nel 2024, mentre per un 22% “dipende”. Quest'anno, il 23% ha consapevolmente citato prodotti di AI/tecnologia per individuare la disinformazione rispetto al 18% del 2024.
  • L’impatto sul lavoro quotidiano: il 65% dei professionisti ha dichiarato di aver notato un aumento della disinformazione negli ultimi 12 mesi, mentre il 42% è stato impegnato in progetti di comunicazione relativa alla reputazione/crisi originati dalla disinformazione contro la propria organizzazione/cliente.
  • Temi e settori a rischio: politica, elezioni e conflitti armati sono i primi tre argomenti oggetto di disinformazione, seguiti dal cambiamento climatico. Per quanto riguarda i settori più bersagliati da false informazioni, la top 3 comprende Farmaceutico, Alimentare ed Energia, seguiti dai Servizi Finanziari.

"La nostra ricerca basata sulle esperienze lavorative quotidiane degli intervistati, evidenzia un aumento della disinformazione, e anche una moderata fiducia nella capacità dell'IA di combattere la disinformazione. In tale contesto, i professionisti chiedono alleanze più forti tra i diversi attori della società dell'informazione. Proprio per questo, gli accordi di collaborazione collettiva saranno sempre più importanti per consentire la condivisione di percorsi di formazione, migliori pratiche e strumenti per combattere la disinformazione", ha affermato Massimo Moriconi, Vicepresidente Globale di ICCO e Presidente del Gruppo di Lavoro sulla Disinformazione.

Il manuale riceve apprezzamenti a livello globale

ICCO e i suoi partner hanno pubblicato nel maggio 2025 Tackling Mis/Disinformation - A Global Digital Handbook for Communicators. Il manuale ha già ricevuto una forte attenzione e feedback positivi da parte della comunità globale della comunicazione per la sua capacità di offrire indicazioni chiare e strumenti pratici.

Un invito a unirsi al movimento

La comunità del Pledge si sta espandendo. Le organizzazioni sono invitate ad aderire ai dieci principi guida, a contribuire e a lavorare insieme per migliorare l'alfabetizzazione mediatica e sostenere gli standard etici.

Per saperne di più o per esprimere il proprio interesse a partecipare, contattare:

Joulyn Kenny, Global Engagement Manager, ICCO joulyn.kenny@iccopr.com

Massimo Moriconi, Global VP di ICCO and Presidente del Gruppo di lavoro sulla Disinformazione massimo.moriconi@omnicomprgroup.com

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