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Musica, libri, film, videogames, moda, sport, opere d’arte, architetture, gastronomia, spettacoli, riti e tradizioni: su Hypercritic ogni tassello della nostra cultura diventa parte di un grande archivio interattivo, un labirinto di relazioni in continuo mutamento tra oggetti ed esperienze di epoche e luoghi diversi.
Il progetto Hypercritic nasce a Torino nel luglio 2020 da un’idea di Alessandro Avataneo, autore e regista cinematografico e teatrale, e della giornalista Giulia Avataneo; in pochi mesi entra a far parte dei Pioneers of Change al World Economic Forum e viene premiato dalla European Cultural Foundation come una fra le soluzioni più creative per reinventare la società dopo la pandemia.
La nuova piattaforma è stata realizzata da Editweb, realtà torinese associata UNA - Aziende della Comunicazione Unite, nata nel 2015 e specializzata nella progettazione e realizzazione di prodotti digitali, da poco entrata a far parte del neonato gruppo indipendente Migma insieme a Tembo, Timbro e Uryel.
Antonio Renda, Co-Founder di Editweb: “Il cuore tecnologico della piattaforma è l’Hypergraph®, una rappresentazione visiva dell’argomento, progettata per limitare al minimo pregiudizi e soggettività poiché, con una serie di parametri universalmente comprensibili, filtra il giudizio soggettivo. L'immagine diventa così il ritratto infografico di quella specifica opera o esperienza, mostrandone chiaramente le singole specificità e, in pochi click, permette all’utente di giudicare se è adatta a lui.”
Hypercritic si rivolge e chiama a raccolta un’intera generazione di giovani umanisti e chiede loro di immaginare e scrivere il futuro della cultura: lo staff della piattaforma attualmente coinvolge oltre 60 autori da tutta Europa, dagli Stati Uniti e dall'America Latina, che con i loro interessi coprono innumerevoli campi culturali.
“Usare Hypercritic equivale a una laurea extra in Contemporary Humanities”, dice Alessandro Avataneo, fondatore e CEO di Hypercritic. “Il patrimonio del passato si collega al presente, e il futuro si costruisce facendo dialogare scienziati e umanisti. I nostri editor, contributor e curatori in tutto il mondo raccolgono, catalogano e raccontano ciò che è davvero rilevante a livello culturale, isolando il segnale dal rumore. Il processo è scientifico perché si basa sulla co-creazione e sull’analisi sensoriale nel definire l’anatomia degli oggetti e delle esperienze culturali, eliminando pregiudizi e soggettività. La preparazione e il dialogo interculturale ci consentono di rintracciare espressioni o realtà anche poco conosciute, e collegarle alla cultura mainstream, con ponti tematici transmediali che gettano nuova luce su oggetti di cui pensavamo di sapere tutto. Su Hypercritic, cultura alta e cultura pop, fenomeni locali e tendenze globali hanno la stessa dignità. In termini pratici, significa garantire accesso libero e universale alla cultura, e accelerare il tempo dell’apprendimento in uno spazio sicuro, senza pubblicità e algoritmi che alimentano bolle ideologiche o influenzano i consumi. Ognuno è influencer di se stesso, ognuno si sente rappresentato e può monitorare i propri gusti, gli stati d’animo e le variabili che orientano le proprie scelte culturali. Gli strumenti di Hypercritic hanno un impatto diretto sulla qualità della vita, in termini di benessere, felicità, salute mentale, empowerment culturale e formazione continua. Per un utente, significa risparmiare tutto il tempo che si spreca cercando contenuti nel mare di internet, infestato da approssimazione, scarsa qualità e pubblicità asfissiante, per scoprire e fruire di contenuti che si sono effettivamente scelti, e per i quali si può scegliere anche il livello di approfondimento e il tempo da dedicare. Per un’azienda, significa trasformare il tempo che i lavoratori perdono nel cercare informazioni - circa due ore al giorno secondo un recente studio del McKinsey Global Institute - che con Hypercritic diventa tempo dedicato a formazione continua, aggiornamento e driver di cambiamento: forze che aumentano drasticamente la produttività e spingono verso una cultura aziendale più creativa, inclusiva e sostenibile. Questo perché partendo da qualcosa di noto, Hypercritic ti immerge in mondi che non conosci, subito a un livello di esperto, grazie al linguaggio universale dell’Hypergraph e degli switch e alla cura meticolosa di ogni parola, ogni collegamento, ogni frase. Con Hypercritic, puoi trasformare le tue opinioni in conoscenza e cambiare la realtà”.
Una nuova esperienza di apprendimento digitale e interattiva dunque, basata sulla cooperazione tra persone e storytelling, che ha l’ambizione di mappare, collegare e rappresentare tutti i diversi aspetti del mondo della cultura in un unico spazio digitale condiviso. Una sorta di Wikipedia interattiva, che sfrutta le dinamiche del gaming per creare percorsi interattivi e altamente personalizzati in base alle preferenze, gli interessi e le scelte degli utenti. Studenti, docenti, scrittori, creativi, curatori, musei, aziende e cittadini possono contribuire a creare connessioni sorprendenti e inaspettate, aprendo infinite strade di esplorazione nel sapere.
Hypercritic usa gli strumenti del digitale per avere impatto nella realtà e generare nuova comunità, attraverso eventi, rassegne, festival e iniziative culturali. Nei prossimi mesi sono previsti numerosi appuntamenti in giro per l’Italia che vedranno il team Hypercritic impegnato in eventi e presentazioni per il lancio della piattaforma. A novembre, in occasione del centesimo anniversario della scomparsa di Marcel Proust, Hypercritic realizzerà una mostra digitale sullo scrittore francese e uno dei suoi romanzi più noti, Alla ricerca del tempo perduto, realizzata in collaborazione con Ilaria Gaspari e il Musée Carnavalet. Seguiranno altri appuntamenti come quelli dedicati ai cento anni di Beppe Fenoglio e Kurt Vonnegut, la terza Maratona Poetica, la seconda edizione del microfestival e le presentazioni delle nuove sezioni innovative di Hypercritic.
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