UNA Racconta

31 Marzo, 2020
Tutto cambia, molto velocemente. Ce lo diciamo ormai da tempo, ma il 2019, che si è da poco chiuso, ha rappresentato il punto di svolta. Dalla teoria alla pratica, tutti i grandi network, chi più e chi meno, hanno avviato processi di profonda trasformazione dei loro modelli di business, non solo per assecondare le richieste del mercato ma, soprattutto, per anticiparle. Come spesso accade, tra le tante anime che popolano il mondo della Comunicazione, quella PR, probabilmente la più strategica, è in prima linea e ha iniziato a tracciare la strada.



Un primo forte segnale viene dai dati di chiusura 2019, appena pubblicati da diversi Gruppi. Analizzandoli, ci rendiamo conto di quanto risulti anomala la distribuzione del budget investito da parte dei clienti se rapportata con altre tipologie di mercato. Infatti gli investimenti in Media e ADV sono di gran lunga i più significativi, mentre risultano molto meno consistenti quelli destinati alle discipline più strategiche ed efficaci in termini di posizionamento reputazionale come, per esempio, le PR. Le analisi di questi stessi Gruppi portano alle loro logiche e ineluttabili conclusioni: proporre ai clienti un’offerta più flessibile ed integrata per poter risultare non solo assegnatari della maggior quantità di budget, ma anche importanti partner di valore strategico, evitando il rischio di vedersi sostituire nei rapporti con i board degli investitori da chi fa della strategia il proprio cavallo di battaglia. Non è quindi un caso che, tra tutte le diverse espressioni della Comunicazione, le PR sono le uniche in questo momento a crescere in termini di volume e di profittabilità.



Da qui originano le mille fusioni cui stiamo assistendo, accorpamenti di sigle una volta verticali per dare origine a nuove sigle molto meno connotate e in grado di rispondere in maniera più flessibile alle richieste a 360° degli investitori.



Ma il mercato italiano è, nel bene e nel male, molto particolare e diverso da qualsiasi altro mercato. Gli investitori in Italia danno da sempre fiducia a chi è in grado di interpretare con la giusta raffinatezza i valori dei brand da comunicare, a chi propone valore aggiunto proponendo consulenza dedicata ai processi di ottimizzazione degli investimenti, a chi fa del valore della reputazione il punto di partenza per ogni progettualità.



È probabile quindi che la corretta chiave di lettura per meglio interpretare il futuro trend del mercato (e predisporre di conseguenza la migliore offerta) stia nella necessaria costruzione di alleanze strategiche tra diverse anime della Comunicazione, nella strutturazione di proposte al mercato e agli investitori che non vadano a penalizzare lo straordinario valore specialistico dei diversi dna ma che, anzi, lo enfatizzino aggiungendo valori a valori.



PR Hub ha scelto di aderire ad UNA anche in considerazione di queste logiche. Una piattaforma multidisciplinare dedicata alla comunicazione in tutte le sue forme, luogo ideale per costruire relazioni e per generare contaminazioni tra competitors capaci, ove necessario e in geometrie continuamente variabili, di condividere obiettivi comuni.