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15 Marzo, 2021

Il Parco Archeologico di Ercolano lancia un messaggio di resilienza e trasforma il delicato momento dell’emergenza sanitaria in occasione di progettualità e di lavoro condiviso verso il rilancio. Parte una nuova fase della vita del Parco, completamente basata sulla connessione e sulla partecipazione; i punti chiave sono:

1. la nuova programmazione pluriennale e le strategie di conservazione, tutela, valorizzazione;

2. la nuova offerta al pubblico, giocata in un bilanciamento ed integrazione tra reale e virtuale e completamente orientata a potenziare la partecipazione, il coinvolgimento, l’interazione;

3. una nuova identità visiva, per sottolineare anche simbolicamente il processo di conoscenza condotto.

Il Parco Archeologico di Ercolano, autonomo dal 2016, ha il compito di diffondere i valori culturali che lo rendono unico e la mission UNESCO. L’istituto interpreta questa sfida con la ricerca, l’analisi e la condivisione dei valori identitari. Questo processo si è basato sulla costruzione di una comunità e sulle connessioni con il territorio.

Il nuovo approccio aveva bisogno anche di una rappresentazione visiva che rendesse immediatamente riconoscibili e trasmissibili i valori culturali e possibilmente li potenziasse.

La scelta simbolica si è orientata verso Ercole, eroe che dà il nome alla città, con particolare riferimento ad uno dei suoi attributi, il nodo con il quale si allacciava al collo la pelle del leone di Nemea, che acquisisce un senso speciale: il nodo per collegare la città antica e quella moderna, il Parco e il territorio, il passato e il futuro, il mare e il Vesuvio, la ricerca e la valorizzazione.

I valori di forza e resilienza vogliono dunque interpretare il momento delicato che viviamo, offrendo un messaggio positivo di spinta verso una graduale ripartenza secondo prospettive rinnovate: tutti insieme, con il territorio, con i visitatori, i ricercatori, le istituzioni, che nei valori del Parco si riconoscono e si identificano.

“Il Parco lavora lungo due binari: tutela e valorizzazione. In merito alla valorizzazione, abbiamo interpretato questo momento di difficoltà a causa del COVID quale occasione per costruire su basi rinnovate la ripresa e negli scorsi mesi abbiamo lanciato un processo condiviso sulle radici identitarie del Parco Archeologico di Ercolano– dichiara il direttore Francesco Sirano - in parallelo ai programmi volti alla conservazione del patrimonio, alla conoscenza, ad azioni di integrazione con il territorio attraverso connessioni e reti. Questo lavoro, che si è molto giovato di quanto da anni impostato dai colleghi HCP, ci ha aiutato a costruire su solide basi la definizione di un nuovo programma pluriennale e di una nuova identità visiva ispirata ad Ercole. Il percorso proseguirà nei prossimi mesi con tante importanti novità nel segno dell’apertura e della partecipazione.”

Elio Carmi, Direttore creativo e socio fondatore Carmi e Ubertis: "Chi progetta con consapevolezza una nuova identità sa che interviene nella comunicazione. Non c’è Identità senza comunicazione, non c’è comunicazione senza linguaggio, non c’è linguaggio senza simbologia. Così come ogni ape che danza comunica, indica, accomuna, definisce la relazione tra sé e il suo alveare, ogni essere vivente agisce, con la comunicazione, attraverso i “segni” che utilizza per mettersi in relazione con gli altri suoi simili. Con questa consapevolezza, nel cercare l’origine di un potenziale sistema di identità visiva per il Parco Archeologico di Ercolano, abbiamo adottato un simbolo presente nel vissuto del territorio, definito nel nome e nel mito di Ercolano, che contiene il valore del patto, dell’unione e della reciprocità. É il nodo di Ercole. Tra i molti nodi che si conoscono, questo ha una sua particolarità, connette due somiglianze, due corde di pari geometria, in cui la forza dell’una dipende dall’altra. Esattamente come iI Parco è parte della città, così Ercolano è a sua volta parte del parco. Attraverso quest’interpretazione Carmi e Ubertis, ha ottenuto una forma che “marca” la complementarietà. Le due corde hanno una propria sostanza, ma è solo nell’unione che si rafforzano e determinano il loro legame. Il mare e il vulcano, il mito e la storia, il passato e il futuro, la ricerca e la valorizzazione, il territorio e il mondo. Il visibile e l’invisibile. Il sistema che ne è scaturito, proietta il valore della ricerca, con quello della connessione e divulgazione. Un marchio che è linguaggio e identità, distintività e inclusione, armonia e energia. Un marchio fortemente simbolico, proprio per sancire il senso di unione che ogni simbolo porta etimologicamente in sé."

Un marchio registrato
La strategia di tutela del nuovo marchio del Parco Archeologico di Ercolano è stata curata da Maria Grazia Cavallo Marincola, Praxi Intellectual Property S.p.A., ed ha visto attuare la sua registrazione in Italia, in Unione Europea e come marchio internazionale. In particolare, in Italia, l’uso previsto riguarda molte e diverse possibilità espressive del Parco Archeologico di Ercolano attraverso la marca.
Si è scelto infatti di dare una tutela di maggior respiro al territorio nazionale. In Italia è stato depositato in data 25 marzo 2020, è pervenuto a registrazione in ventuno classi il 6 ottobre 2020 con numero di registrazione 302020000026572.
In Unione Europea è stato depositato in 21 settembre 2020 e registrato il 13 febbraio 2021 con numero 018311044. Come marchio Internazionale è stato registrato in data 28 settembre 2020 per Giappone, Stati Uniti, Cina e Russia, con il numero 1579462.

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