News / attualità

30 Luglio, 2021

Initiative, agenzia media globale del gruppo Mediabrands, guidata da Andrea Sinisi, ha rilasciato i risultati del sesto report di STAND OUT IN CULTURE.

L’osservatorio si pone l’obiettivo, attraverso survey quantitative su un ampio campione rappresentativo della popolazione italiana, di sondare e comprendere il punto di vista delle diverse generazioni relativamente alle grandi tensioni culturali che animano il dibattito sociale e di comunicazione. È il razzismo il tema indagato nel nuovo capitolo.

Nel nostro paese si è dibattuto e si dibatte sull’accoglienza dellə migrantə e la loro integrazione. Che contesto trova, uno straniero o una straniera, quando approda nel nostro paese? Che tipo di società vive, di riflesso, un italiano o un’italiana con origini diverse? Il report vuole rispondere a queste domande. Tra le principali evidenze che emergono dall’analisi:

ITALIANƏ BRAVA GENTE, POPOLO RAZZISTA, O…POPOLO DIVISO?

Il sentiment si divide tra chi dà grande importanza al tema, chi è più neutro e chi non lo sente affatto.
Secondo l’indagine, però, il 23,5% dellə italianə ritiene l’Italia un paese razzista riconducendone le cause a un basso livello culturale, anche sostenuto da disinformazione.

Emerge in modo ricorrente il tema del lavoro: un ambito in cui spesso bisogna ancora lottare per i propri diritti ma che può trasformarsi anche in un’occasione di riscatto e integrazione.
La crisi sanitaria ha messo in luce con maggior evidenza le condizioni precarie in cui moltə migrantə spesso impegnatə nella produzione dei servizi essenziali (filiera agroalimentare, settore sanitario e della cura, la logistica…) lavorano tutt’oggi. Di conseguenza il 64% dellə italianə ritengono necessaria la solidarietà verso queste tematiche: l’Italia dev’essere una Repubblica democratica fondata sul lavoro per tuttə ed è proprio attraverso il lavoro che gli italiani sentono davvero possibile l’integrazione.

LƏ ITALIANƏ ALLA PROVA DEI FATTI…DI CRONACA
Come reagiamo a ciò che di razzista succede nel nostro paese?
In generale il sentiment è negativo e indignato verso episodi di violenza e soprusi, ma c’è meno coinvolgimento verso eventi-simbolo che non incidono direttamente sulle persone ma sono però fortemente rilevanti dal punto di vista sociale e culturale: un esempio è il recente distacco della Nazionale Italiana verso il movimento Black Lives Matter (il 45% del campione esprime neutralità). Prevale infine un sentimento positivo quando cittadini non italiani, che risiedono o addirittura sono nate in Italia, ottengono successo nella loro vita o nel loro lavoro. Di seguito i dati di sentiment di esemplificazione di quanto esposto sopra:

Su questo tema possiamo inoltre osservare le polarità verso cui si muovono le diverse generazioni:

  • La Gen Z (16-24 anni)  mostra grande indignazione (i. 133) verso episodi come quello avvenuto durante gli Europei (La nazionale di calcio italiana che non si inginocchia a favore del movimento #blacklivesmatter) e rabbia (i.126) per fischi razzisti durante le competizioni razziste.
  • La generazione Millennial (25-39) esprime impotenza (i.119) nei confronti di episodi di razzismo, come per esempio verso la generalizzazione che porta ad attribuire i comportamenti di pochi a un intero gruppo (“sono tutti spacciatori”), dimostrando una certa sfiducia nei confronti della società.
  • La Gen X (40-54) mostra maggiore distacco, con prevalenza di sentiment neutro (i.111) verso episodi di razzismo.

OPPORTUNITÀ PER LE MARCHE
ll problema del razzismo solleva l’attenzione dei consumatori e in quest’ambito i brand hanno l’opportunità di avere un ruolo attivo, non solo a livello di comunicazione, ma anche con attività concrete che testimonino il reale interesse nei confronti di queste tematiche.
Da tenere infatti a mente quanto il lavoro ricopra un ruolo fondamentale per l’integrazione.
Le aziende che interverranno attivamente come agenti del cambiamento culturale avranno l’appoggio di moltə consumatorə: il loro apporto è valutato positivo ed importante dal 61% del campione, mentre il 48% si dichiara disposto a supportare i brand che prendono una posizione contro il razzismo.

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