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Gli “ESG materiali” scelti dalle imprese rivelano attenzione principale sulla dimensione Sociale (96% dei casi), Ambientale (86%) e del Capitale Umano (82%). A seguire focus su Modelli di Business e Innovazione (68%) e Governance (67%) “Gestione dell’Acqua” e “Azioni per il Clima” gli impegni verdi più ricorrenti. Moda, Alimentare e Oil & Gas i settori che presidiano meglio i rischi rilevanti
Comprendere lo sviluppo competitivo e sostenibile di settori industriali chiave per l’economia italiana grazie all’analisi comparata delle materialità comunicate dalle aziende di riferimento. Valutare la mitigazione dei rischi messa in atto e gli ESG materiali scelti con più frequenza da imprese e comparti. E ancora, collegare i SDGs (Sustainable Development Goals) delle Nazioni Unite con quanto sta realizzando il privato. Questo e molto altro viene raccontato dalla ricerca “Materialità 2024” presentata da Omnicom PR Group Italia, società di consulenza in comunicazione parte del Gruppo Omnicom, attivo in oltre 70 Paesi nel mondo.
Per la prima volta, grazie allo studio italiano, vengono analizzate e confrontate le scelte di doppia materialità (ovvero i temi ESG più rilevanti per 64 aziende e i loro stakeholder) in base alle 5 dimensioni SASB (Sustainability Accounting Standards Board): Sociale, Ambientale, Capitale Umano, Modelli di Business e Innovazione, Governance. Di seguito una sintesi dei risultati:
- Tra gli 8 settori studiati sono Moda (media di risposta del 93% alle relevant issues SASB sulle 5 dimensioni), Alimentare (91%) e Oil & Gas (87%) quelli che – in base a quanto comunicato dalle aziende prese in esame – rispondono in modo più completo ai rischi rilevanti presenti nei rispettivi ambiti. A seguire Farmaceutico (84%), Automotive (83%), Tecnologia (81%), Cura della Persona (79%) e Servizi Finanziari (75%).
- Gli 8 settori in aggregato dedicano attenzione in primis alla dimensione Sociale (media del 96% di presidio della dimensione), Ambientale (86%) e del Capitale Umano (82%). A seguire focus su Modelli di Business e Innovazione (68%) e Governance (67%).
- Gli “ESG materiali” identificati con maggior frequenza dalle 8 industry nelle 5 dimensioni SABS e i Sustainable Development Goals ONU ad essi collegati sono:
- Ambiente: “Gestione dell’Acqua” (SDG 6) e “Azioni per il Clima” (SDG 13)
- Capitale Sociale: “Qualità e Sicurezza dei Prodotti” (SDG 9 e 12) e “Rispetto dei Diritti Umani” (SDG 1-5, 8 e 10)
- Capitale Umano: “Diversità e Inclusione” (SDG 5) e “Benessere e Salute dei Lavoratori” (SDG 3 e 8)
- Modelli di Business e Innovazione: “Gestione della catena dei fornitori” (SDG 9 e 12) e “Design del prodotto e gestione del suo ciclo di vita” (SDG 9 e 12)
- Governance: “Etica” (SDG 8,10, 11 e 17) e “Conformità normativa” (SDG 8,10, 11 e 17)
4. Primi 2 ESG materiali per dimensione in ogni settore con relativa percentuale delle aziende del comparto che hanno identificato quello specifico criterio. In grassetto identificati gli ESG materiali che rispondono ai rischi rilevanti identificati da SASB per il comparto.

“L’analisi comparata degli ESG materiali identificati da 64 aziende leader ci aiuta a visualizzare i percorsi concreti di sostenibilità a cui tendono gli 8 settori considerati. L’attenzione pare oggi essere concentrata maggiormente sulla dimensione Sociale, Ambientale e del Capitalo Umano mentre risulta più difficile agire sia sulla Governance sia su Modelli di Business e Innovazione. Quest’ultima area fa riferimento alla ‘Gestione della catena dei fornitori’ e al ‘Design del prodotto e gestione del suo ciclo di vita’ - fattori che risultano quindi essere più complicati da affrontare per le aziende” afferma Massimo Moriconi CEO di Omnicom PR Group Italia.
“L’evoluzione del contesto normativo, grazie all’implementazione della direttiva europea CSRD, coinvolgerà progressivamente sempre più aziende nella rendicontazione che lega indissolubilmente profitti e sostenibilità. In particolare, la partecipazione allargata d‘imprese di medie dimensioni – che caratterizzano l’assetto industriale italiano – aumenterà l’attenzione non solo sui criteri ESG materiali, cioè quelli definiti prioritari e che fanno parte delle strategie aziendali, ma anche sul dialogo necessario tra imprese e stakeholder di riferimento. La comunicazione e relazioni tra le parti assumeranno un valore sempre più strategico per la creazione di un futuro realmente sostenibile” conclude Moriconi.
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