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08 Gennaio, 2024

L’arte e la tecnologia Made in Italy fanno il loro debutto sul suolo lunare.

È partito questa mattina, 8 gennaio 2024, dalla stazione spaziale di Cape Canaveral in Florida, il lancio della missione lunare che porta con sé un pezzo di Italia: a bordo del vettore statunitense Vulcan della United Launch Alliance sono partite infatti due opere d'arte infinitamente piccole realizzate dal torinese Alessandro Scali, artista e creative researcher da sempre impegnato in progetti multidisciplinari in cui arte, tecnologia e cultura si incontrano, nonché Direttore Creativo di Tembo, agenzia associata UNA - Aziende della Comunicazione Unite e parte del gruppo Migma, in collaborazione con Alessandro Chiolerio e i ricercatori torinesi dell'Istituto Italiano di Tecnologia. L’allunaggio è previsto per il 23 febbraio prossimo.

Mai prima d’ora un manufatto e un’opera d’arte italiani erano arrivati sul nostro satellite.

Un progetto lungo un decennio

Tutto inizia nel giugno 2014, quando l'artista Scali viene invitato dal prof. Chris Robinson della University of South Carolina a entrare a far parte del team del Moon Arts Project per realizzare un’opera da 'esporre' sul nostro satellite naturale.

Il Moon Arts Project, parte del Google Lunar X-Prize, è frutto della collaborazione tra la Carnegie Mellon University, Space X, Astrobotics e la NASA e ha l’obiettivo di portare sulla Luna un vero e proprio museo in miniatura: un’antologia dell’umanità e della vita sulla terra, un’arca lunare piccola ma resistente, destinata a diventare patrimonio culturale universale, simbolo di speranza per gli esseri umani del futuro.  Il progetto è corale: coinvolge in tutto 18 università e organizzazioni, 60 membri del team e oltre 250 artisti, designer, educatori, scienziati, ingegneri, coreografi, poeti, scrittori e musicisti.

L’arca lunare: una capsula del tempo

La MoonArk è una scultura altamente collaborativa che unisce arte, letteratura, scienza e tecnologie : alta non più di 20 centimetri e con un peso complessivo poco superiore ai 250 grammi, è composta da 4 camere a tema: Terra, Metasfera, Luna ed Etere. Ogni camera funge da capsula del tempo e racchiude centinaia di immagini, poesie, musica, nano-oggetti, meccanismi e campioni biologici terrestri che forniscono un’istantanea dell'umanità al momento del lancio, una sintesi delle molte dimensioni dell'essere umano.

Nanoarte ‘made in Torino’

Invisibile a occhio nudo e al microscopio ottico, la Nanoarte, sin dagli albori negli anni 2000, rappresenta un vero e proprio paradosso estetico, una provocazione che, cancellando la visione diretta dell'immagine, azzera la superiorità tradizionalmente acquisita dallo sguardo. La Nanoarte è vedere l’invisibile.

Invisibili, ma non per questo inesistenti o irreali, tra gli elementi ospitati all’interno del MoonArk ci sono anche due nano-opere realizzate da Scali, posizionate all’interno del modulo 3, quello dedicato alla Luna.
Si tratta, più precisamente, di due litografie di qualche centinaio di nanometri realizzate su due chip di silicio delle dimensioni di 1 x 1 mm.

Ispirata ai petroglifi delle epoche preistoriche, la prima delle due opere si intitola C'Moon, ed è una rappresentazione stilizzata dell'impronta del piede destro dell’artista, litografata in dimensioni nanometriche su un chip di silicio di 1 x 1 mm. Quest'opera d'arte vuole simboleggiare i primi passi dell'arte umana sulla superficie lunare e rende omaggio ad altre immagini profondamente iconiche: le impronte lasciate sul nostro satellite durante lo storico allunaggio dell'Apollo.

La seconda opera è una litografia che rappresenta un uomo con uno smartphone - da qui il titolo, Man with Smartphone - realizzata anch’essa su un chip di silicio di 1 x 1 mm, e nasce dal desiderio di fornire alle generazioni future (e chissà, forse anche a entità aliene) una prospettiva lucida e ironica sulla nostra società contemporanea. Come la precedente, anche quest'opera trae ispirazione dai petroglifi neolitici e fa parte di una serie dedicata al "Socialitico". Questo termine racchiude la nostra epoca attuale, dove progresso e regresso spesso si confondono in una cultura sempre più superficiale. In quest'epoca, le relazioni interpersonali sono state soppiantate dai social network e l'umanità si trova perennemente avvinta dal fascino degli smartphone.

Per quanto riguarda la realizzazione, dopo una prima fase nel corso della quale Alessandro Scali ha definito i soggetti delle opere e disegnato a mano i bozzetti, questi sono poi passati nelle mani di Alessandro Chiolerio che, in collaborazione con Katarzyna Bejtka, Denis Perrone e Simone Benetto, ne ha verificato la fattibilità, procedendo a indicere le due litografie in scala nanometrica presso i laboratori di Torino dell’Istituto Italiano di Tecnologia, coordinati da Fabrizio Pirri.

Dichiara Alessandro Scali:

“Credo che l’invio di due opere d’arte italiane sulla superficie lunare sia di per sé un evento storico, e soprattutto è curioso riflettere sul fatto che due artefatti di pochi nanometri, sostanzialmente invisibili, siano, paradossalmente, una macroscopica testimonianza del successo della creatività italiana e del suo riconoscimento internazionale, in particolare della sorprendente collaborazione tra arte e ricerca scientifica.”

Dal Metaverso all’Universo

Dopo aver fatto parlare di sé nel 2022 con la prima tesi di laurea discussa nel Metaverso, adesso il gruppo Migma va oltre i confini terrestri e con questo nuovo progetto punta dritto all’Universo, mirando alla Luna.

Il nostro satellite naturale è il prossimo grande obiettivo spaziale, un territorio da esplorare a cui si sta puntando con progetti internazionali molto ambiziosi e che vede un'importante partecipazione italiana a livello tecnologico. Non solo scienza e ricerca scientifica, ma un’occasione anche in ambito creativo e comunicativo per ridisegnare i brand del futuro, per definire nuove speranze, nuove narrazioni e nuove audience, mettendo alla prova le proprie prestazioni e i propri valori.

Afferma Michele Cornetto, CEO & Co-Founder di Migma:

“Il Metaverso sembra quasi acqua passata se pensiamo a quali possibilità possa offrire il cosmo, anche e soprattutto per i brand che vogliano iniziare un viaggio unico alla scoperta di questa nuova frontiera ricca di infinite possibilità da cogliere, sfruttando le opportunità che la New Space Economy ha da offrire. Per costruire un futuro migliore occorre esplorare ciò che è ancora sconosciuto: è anche grazie alla visione di nuovi mondi, che potremo scoprire come costruire meglio il nostro."

Come seguire la missione

Per rimanere informati su tutti gli aggiornamenti della missione lunare rimandiamo al canale ufficiale X del progetto Moon Ark (twitter.com/CMU_MoonArk).

I più appassionati potranno anche rivedere il lancio sul canale Youtube della NASA:  https://www.youtube.com/live/BWwnpVk6Wq4?si=ER2uq4o11lfMtmnC

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