Le Parole al Limite

Il linguaggio pubblico polarizza, semplifica, travolge. L’intelligenza artificiale produce contenuti a una velocità che supera ogni possibile verifica. Le parole che evocano paura e rabbia dominano perché sono le più efficaci nel catturare l’attenzione. Il risultato è un ecosistema comunicativo che divide anziché connettere.
Chi lavora nella comunicazione è al centro di questo processo. Ogni giorno scegliamo le parole con cui aziende e istituzioni parlano a decine di milioni di persone. Le nostre parole attivano emozioni, orientano decisioni, costruiscono ricordi. È una competenza professionale che oggi assume una nuova responsabilità sociale.
“Le parole al limite. La necessità di un linguaggio responsabile” è una iniziativa formativa, culturale, una mattina di riflessione e aggiornamento concreto dedicata a interventi su discipline che raramente si trovano insieme: neuroscienze cognitive, linguistica, sociologia, diritto costituzionale, storia contemporanea, giornalismo, scrittura musicale, comunicazione digitale, pubblicità, amministrazione pubblica, impegno civile. Un percorso che inizia dai meccanismi biologici attraverso cui le parole agiscono e arriva alle conseguenze che producono nella società, nei media, nelle istituzioni e nelle imprese.
Il format dell’iniziativa è concepito per essere replicato. Dopo Milano, “Le parole al limite” potrà essere riproposto in altre sedi universitarie e in altre città, coinvolgendo docenti e professionisti del territorio.
Un’iniziativa che rimette al centro la necessità di una comunicazione responsabile e chi la fa per mestiere.
L’evento è promosso da UNA, PrHub insieme all’Università degli Studi di Milano – Corso di laurea in Scienze umanistiche per la comunicazione, e con il patrocinio di Ferpi.
A chi si rivolge:
Professionisti della comunicazione. Studenti universitari. Manager e comunicatori d’impresa. Chiunque creda che la qualità delle parole determini la qualità della convivenza civile.
Primo appuntamento:
14 maggio 2026 | Ore 9:00 – 13:00
Università degli Studi di Milano. | Via Festa del Perdono, 3 – 20122 Milano
Ingresso libero con registrazione obbligatoria
Programma:
- Saluti e avvio lavori: Università degli Studi di Milano, Corso di laurea in Scienze umanistiche per la comunicazione; Associazione UNA, Aziende della Comunicazione Unite; FERPI, Federazione Relazioni Pubbliche Italiana
- Il significato della “parola” di Edoardo Buroni,
professore di Linguistica italiana, Università degli Studi di Milano
- Parole, cervello, comunicazione di Gabriella Bottini,
neurologa, professoressa ordinaria di Psicologia presso l’Università di Pavia e responsabile del Centro di neuropsicologia cognitiva dell’Ospedale Niguarda Milano
- Le parole che costruiscono l’interazione sociale di Flavio Ceravolo,
professore associato di Sociologia, Università di Pavia
- Le parole del diritto nel confronto referendario di Elisabetta Crivelli,
professoressa di Diritto costituzionale, Università degli Studi di Milano
- Le parole che informano, le parole che deformano di Agnese Pini,
direttrice responsabile della testata QN —Il Resto del Carlino — La Nazione — Il Giorno e presidente della Casa Editrice Longanesi
- Comunicare stanca: le parole giuste per attrarre l’interesse dei media di Beatrice Agostinacchio,
UNA/PrHub, Managing Director Hotwire PR
- Responsabilità e fiducia nelle parole delle istituzioni di Anna Scavuzzo,
fisica, vicesindaco di Milano, assessora alla Rigenerazione Urbana ed Educazione
- Coffee Break
- Ricerca: Le parole oltre il limite a cura di Kapusons
- Le parole sono un ponte di Rosy Russo,
presidente di Parole O_Stili
- La responsabilità delle parole di Daniela Collu,
autrice e conduttrice
- Le parole nei social media di Diego Biasi,
UNA/PrHub, fondatore e presidente di BPRESS
- Le parole della pubblicità di Luca Oliverio,
UNA/PrHub, amministratore delegato Cernuto Pizzigoni & Partners
- Le parole applicate alla musica di Alessandro La Cava,
autore e compositore
- Non dire non basta. Parole e narrazioni discriminatorie in prospettiva storica di Fabio Guidali,
professore di Storia contemporanea, Università degli Studi di Milano