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02 Ottobre, 2020

Presentati ieri i risultati di una doppia Survey, una sul ruolo strategico delle PR, cui hanno risposto oltre 120 Mktg&Comm Manager, l’altra, “L’ufficio stampa che vorrei”, rivolta a un panel rappresentativo di 250 giornalisti.

Nel periodo tra giugno e settembre 2020, Soluzione Groupha pensato di rilevare il reale sentiment di imprese e giornalisti sul tema delle PR e delle Media Relations lanciando una doppia survey: L’ufficio stampa che vorrei, a cui hanno risposto più di 250 giornalisti italiani, e “PR e comunicazione aziendale”, che ha coinvolto, tra agosto e settembre, oltre 120 Mktg&Comm Manager. Obiettivo del progetto è stato indagare quali aspetti del flusso di comunicazione tra Impresa - Ufficio Stampa - Media incontri le reciproche aspettative e dove, invece, i punti deboli da colmare adottando nuovi e più efficaci modelli e format di relazione e condivisione delle informazioni. L’esito di queste  indagini è stato presentato ieri  da Michele Rinaldi, CEO di Soluzione Group, in un Digital Talk dedicato che ha visto poi a seguire un tavolo di commento con la presenza di tre autorevoli ed esperti professionisti: Stefania Romenti, docente di Corporate Communication e Public Relations presso lo IULM, Silvia Carena, PR&Social Media Manager di EPSON ITALIA, e Filippo Tramelli, giornalista e Training Manager di Primopiano. A moderare l’interessante dibattito, Anna Pelucchi, Head of PR dell’agenzia.

Da entrambi i sondaggi è emerso che le Media Relations rappresentano ancora oggi lo strumento PR per eccellenza, adottato da molte imprese (78%) sia lato corporate che prodotto. Un rapporto che si mantiene su un asset importante anche per i giornalisti: per l’85% del campione infatti la credibilità e il contatto personale con il mittente di una notizia è assoluta forma di garanzia rispetto il contenuto trasmesso. Anche se le aziende sembrano esserne poco consapevoli, ma entriamo nel merito delle ricerche.

“PR e comunicazione aziendale”: cosa pensano le imprese?

Se mi rimanesse un solo dollaro del mio budget di marketing, lo spenderei in PR”. Questa famosa citazione è attribuita a Bill Gates e rappresenta molto bene quello che dovrebbe essere il ruolo delle PR all’interno delle attività messe in campo da ogni azienda. Per l’87% dei Marketing & Communication Manager intervistati, le attività di Public Relations sono ritenute uno strumento fondamentale per ottenere awareness (65%), e imprescindibili nel piano di comunicazione dove impegnano dall’1 al 3% del budget destinato al marketing. L’intento è sempre quello di contribuire al raggiungimento degli obiettivi prefissati, a conferma che a monte vi deve sempre essere un approccio strategico. Le Digital PR (65%) hanno poi surclassato gli eventi (56%), mentre il Brand Journalism (33%) ha intrapreso la sua ascesa, motivo per cui viene richiesta alle agenzie di PR una sempre maggiore proattività e competenze digitali.

In merito alla sola attività di ufficio stampa, ritenuta utile per rafforzare la propria reputazione di marca (75%) e ottenere la maggior copertura mediatica possibile (44%), le aziende ne comprendono i fini ma alcune volte non i mezzi, come dimostra la differenza di vedute rispetto ai media. Se, per esempio, il 60% dei giornalisti vede l’oggetto email come un criterio di selezione di ciò che vale la pena leggere o scartare, solo l’8% delle imprese lo ritiene importante, mentrela notorietà del brand, per i primi, non è la discriminante di scelta di un comunicato e vale sempre e comunque la notizia, quest’ultime sono invece convinte del contrario. E ancora, per i giornalisti il contatto personale con il Media Relator è indispensabile per la stesura dei propri articoli, al contrario solo l’8% delle imprese sembra esserne cosciente.

“L’ufficio stampa che vorrei”: cosa desiderano i giornalisti?

Ai media non interessano comunicati stampa, sempre troppo autoreferenziali (38%) sui prodotti o i servizi dell’azienda, cercano invece storie utili, autorevoli e “notiziabili” che siano di reale interesse per i lettori. Solo in questa logica, i comunicati stampa sono ancora efficaci, e cioè quando c’è qualità e profondità di contenuto, quando ci sono immagini originali ad arricchimento del testo (70%), infografiche (43%) o perché no, quando si ha la possibilità di testare il prodotto di persona (35%).

Infine, per quanto riguarda gli spostamenti dalla redazione, i giornalisti sono disposti a muoversi solo a patto che l’evento e/o il contenuto proposto siano di vero appeal (75%), a prescindere dalla comodità della location, notorietà dell’azienda o altri benefit più o meno commerciali.

Dal tavolo generale di commento da parte degli ospiti presenti, è emersa la comune soddisfazione del ruolo ancora fortemente riconosciuto della relazione, con un accento più specifico alla costruzione di fiducia nel mondo impresa, pubblica o privata che sia, oggi più che mai necessaria nella situazione attuale di precarietà, e dove le PR rappresentano lo strumento ideale per eccellenza per rassicurare mercati e interlocutori. E ancora, come dice il titolo del webinar, sia in corso un’evoluzione che vede le PR sempre più interconnesse  con gli scenari digitali, tale da richiedere l’integrazione con competenze specifiche che si traducono nella nuova figura professionale del Digital PR.  Rimane poi sempre attiva e sentita l’esigenza di strumenti di misurazione dei risultati, da valutarsi anche in ambito Social,  attraverso l’adozione di piattaforme e KPI, in grado di restituire valori attendibili e funzionali agli obiettivi, in risposta agli investimenti e budget dedicati.

“Abbiamo messo in atto queste due ricerche per offrire ai professionisti di PR una fotografia dello stato dell’arte sulla consapevolezza da parte delle imprese dell’effettivo ruolo strategico delle PR, oggi imprescindibile in un piano di comunicazione integrato,  considerando il contesto odierno, particolarmente articolato e complesso, e in continuo cambiamento, che richiede il costante e ottimale governo delle relazioni con tutti gli stakeholder”, commenta Anna Pelucchi,  a margine dell’incontro, “la survey dedicata ai giornalisti, invece, ha voluto indagare le loro aspettative, un test di verifica per molti su quanto i nostri media relator siano veramente di supporto e facilitatori del loro lavoro, andando a soddisfare, nei corretti metodi e mezzi, le esigenze, e ne sono usciti validi suggerimenti per rendere questa collaborazione ancora più funzionale ed efficace”.

Con questo talk show virtuale, Soluzione Group ha voluto confermare il ruolo che anche un’impresa di comunicazione deve avere nel trasferire know-how e competenza per favorire la migliore condivisione di conoscenza ed esperienza in merito a strumenti e metodologie utili a rendere le aziende sempre più competitive e distintive.

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