News / attualità

21 Luglio, 2020

Una frase, un motto, un biglietto da visita, la Unique Selling Proposition di The Ad Store Italia. Chi lavora in questa industry lo sa, il mondo dell’advertising e della comunicazione è fatto spesso di intuizioni, serve la capacità di vedere oltre, e nel DNA dell’agenzia creativa The Ad Store Italia c’è tutto questo. Nata da un’idea di Paul Cappelli, direttore creativo e visionario dal carisma eccezionale (NDR: prematuramente scomparso a maggio di quest’anno), e complice una lunga e proficua relazione creativa e personale con Natalia Borri, oggi Presidente e Chief Creative Director dell’agenzia italiana, con i suoi 20 anni di storia, The Ad Store rappresenta oggi una delle realtà indipendenti più longeve del settore comunicazione. Alla base, un approccio “anti notwork”, volto ad eliminare a ridurre tempi e costi e burocrazie delle grandi company dell'advertising da cui Paul Cappelli e Natalia Borri provenivano. Specializzata nello sviluppo di campagne dalla forte valenza strategico-creativa, The Ad Store ha individuato nello human networking il suo modello di business che mira a coniugare valore economico e attenzione sociale, competitività delle imprese e benessere della collettività. Si chiama infatti Human Network (adstore.com) il Gruppo che conta, oggi, 15 agenzie creative e oltre 180 risorse presenti in 4 continenti, guidato da The Ad Store Italia che ne coordina le attività di sviluppo internazionale e fast networking (The Ad Store Group - Facts & Figure: shorturl.at/dzNUV)

I primi 20 anni di The Ad Store
In questi 20 anni di attività, The Ad Store Italia è diventata partner di grandi gruppi e multinazionali quali Piaggio, Henkel, Barilla, Menarini, Bayer, Kiabi, GrandVision, Moleskine, Colgate-Palmolive per citarne alcuni. Ha lavorato al fianco di alcune delle realtà più dinamiche del panorama italiano come Parmacotto, Parmalat, Davines, Jacuzzi, inblu, Agugiaro & Figna, Amaro Lucano. Nel tempo l’agenzia creativa italiana ha scelto di rimanere fedele al suo approccio “orgogliosamente differente”, continuando a puntare su 3 assets fondamentali: persone, idee, cambiamento. Mettere le persone al centro per The Ad Store è più di una filosofia, è un impegno. Lo dimostra lo Humanifesto (lhttps://www.adstore.com/humanifesto), il codice etico sottoscritto da tutte le agenzie del Gruppo che impone regole di trasparenza ed efficienza, produttività e velocità, al giusto prezzo. Ma non solo, umanizzazione dei brand e un approccio sempre più focalizzato sull’ascolto reale delle persone: sono secondo The Ad Store, gli elementi chiave della comunicazione del futuro e della sua human revolution, che viene attuata dentro e fuori l’agenzia. “Brands are like humans”: è con questa visione che vengono affiancati e supportati i clienti dell’agenzia in ogni fase. Dalla nascita – con la definizione del nome e dell’identità (branding). Alla crescita – quando viene data loro una voce (comunicazione). Allo sviluppo – sostenendoli nella creazione di relazioni (PR, digital PR, social).

The Ad Store in numeri
Con un fatturato 2019 di 2.5 milioni di euro, un organico di 30 persone e un portfolio di 25 clienti, The Ad Store ha fatto dell’ascolto un pillar del suo modus operandi, verso i propri dipendenti e verso i propri clienti. E i numeri lo confermano: in agenzia c'è un turnover bassissimo, il team è estremamente affiatato, più del 50% dei dipendenti The Ad Store collabora con l'agenzia da più di 5 anni e c’è una fedeltà alta anche tra i clienti, con collaborazioni che durano in media 4 anni. Una rarità per la nostra industry caratterizzata da contratti a progetto o che non superano l’anno. L'organizzazione si basa su un modello orizzontale, flessibile e su competenze trasversali e multidisciplinari.

La human revolution di The Ad Store
La human revolution inizia tra le mura dell’agenzia con un progetto integrato di employee engagement: dinamiche di listening hanno dato vita a WE, il programma di Welfare aziendale costruito letteralmente “ad personam”, che ha avuto una ricaduta anche nel sociale con WELCOME. Il progetto di volontariato d’impresa, un percorso di 3 anni svolto con i centri di seconda accoglienza, a cui ha preso parte il 90% dei dipendenti dell’agenzia. Non solo, il concetto di accoglienza e apertura prende forma anche nella partnership con le Università, per offrire costantemente a giovani studenti di mettersi alla prova con i professionisti dell’agenzia: un’opportunità concreta a chi aspira a lavorare nel mondo della comunicazione (https://www.adstore.it/we/)

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